Most iconic oud perfumes collection with oud chips in the background

Fra le migliaia di ingredienti disponibili nell’organo del profumiere, due sono quelli che si distinguono per il loro fascino e la loro complessità eccezionale, oltre che per il loro prezzo stellare: l’iris e il legno di Agar, semplicemente noto come oud. Profondamente radicato nel saper fare delle materie prime odoranti, ciascuno di questi ingredienti incarna l’Arte della Profumeria ad occidente e ad oriente. L’ultima creazione di Francesca Bianchi Encounters abbraccia entrambi gli estremi della mappa profumata, unendoli con vie di seta dorata e d’ambra e intavolando una conversazione che rapisce I sensi parlando di bellezza e armonia spirituale. Mentre l’iris è una nota cara a Francesca, una firma olfattiva che rimanda alle sue radici toscane, si sa, questa è la prima volta che l’oud entra a far parte dell’offerta del marchio, e che ingresso trionfale!
Quale migliore occasione per svelare i misteri di questo legno, che vale il suo peso in oro, che un excursus storico dalle sue origini fino alle fragranze più iconiche che hanno riscritto la profumeria di oggi.

Francesca BIanchi's Encounter 100ml perfume bottle
Encounters by Francesca Bianchi Perfumes

Il viaggio del legno di agar inizia nelle fitte, torride foreste del sudest asiatico dove prosperano grandi alberi tropicali sempreverdi chiamati Aquilarie. Se infettato da una particolare varietà di muffa, il tronco di questi alberi avvia un processo di trasformazione affascinante. Infatti, l’infezione spinge gli alberi a produrre una resina scura e aromatica come sistema di difesa naturale che in definitiva dopo molti anni da come risultato la formazione del legno di agar. È da questa sostanza fetida che l’oud è estratto per distillazione, diventando l’essenza apprezzatissima per il suo profumo ammaliante. India, Cambogia, Vietnam e Indonesia sono le regioni principali di approvvigionamento del legno di agar e la sua influenza sulla cultura di questi paesi è tale da essere un tutt’uno con essi.

Precisamente l’oud occupa un posto importante nelle usanze religiose e antropologiche di varie società dell’estremo oriente, essendo un materiale ambito per fumigazioni e incensi, preparazioni medicinali e profumi.

Nelle culture asiatiche, il legno di agar è sacro dato che accompagna spesso rituali religiosi e cerimonie. È stato utilizzato per secoli nelle tradizioni induista, buddista e islamica per favorire la meditazione e le pratiche spirituali, creando un’atmosfera di tranquillità e riverenza. Indicato come aloe in alcune traduzioni, l’oud appare più volte nella Bibbia a partire dai testi più antichi dove i paramenti sacri dei più alti prelati sono descritti così consacrati “Tutti i tuoi vestimenti son mirra, aloe, e cassia, che spandono il loro odore da’ palazzi d’avorio, dal luogo ove ti è dato diletto. Mirra, aloe e cassia profumano le tue vesti” [Salmi 45:8]. [Psalms 45:8].

Anche nella tradizione islamica l’oud ha un posto d’onore. Infatti, è menzionato molte volte nel libro chiamato “Hadith” scritto dal profeta Maometto e non è solamente il profumo che il Profeta amava e indossava quotidianamente nei rituali islamici, ma anche un ottimo rimedio per il trattamento di molte malattie. L’oud è una componente indispensabile del rituale di purificazione della Sacra Moschea della Mecca – il luogo più sacro della terra per i musulmani – dove si trova la Kaaba. La Kaaba è aperta due volte l’anno per perpetrare il rito di purificazione. La fase principale della cerimonia religiosa prevede che i dignitari usino una tela bianca impregnata di profumo a base di rose, incenso, oud e muschio per purificare le pareti interne della Kaaba.

L’oud è anche un ingrediente fondamentale nella medicina tradizionale, in particolare nell’Ayurveda e nella medicina cinese e si crede possegga proprietà terapeutiche oltre che effetti anti-infiammatori e calmanti, da cui unguenti, balsami e polveri a base di oud sono stati utilizzati come trattamento per una vasta gamma di malesseri.

L’uso del legno di agar bruciato come incenso e come ingrediente ricercato nella preparazione di profumi risale a tempi antichissimi. La capacità del legno di agar di dare profondità e carattere alle fragranze lo ha reso un simbolo dell’Arte della Profumeria in Oriente.

In seguito all’esploratore veneziano Marco Polo che menziona preziosi odoranti come il muschio, le spezie e il legno di agar, la via della seta giocherà un ruolo chiave nella diffusione di quest’ultimo nel mondo medievale. I mercanti ne portavano piccole quantità (vero o contraffatto) assieme ad altre merci esotiche, creando la richiesta per questa resina mitica che ha incoraggiato scambi economici e culturali mettendo in relazione oriente e occidente. Il passaggio dell’oud da sostanza cerimoniale a protagonista della profumeria è stato un processo graduale attraverso i secoli in cui il profumo inconfondibile dell’oud è diventato la cifra stilistica opulenta della profumeria nell’Arabia Felix.

L’odore dell’oud è una danza complessa di note legnose, balsamiche e animali spesso descritte come terrose, fumose e un po’ dolci. A seconda della provenienza e della maturazione, può anche emanare sfumature decisamente verdi oltre ad accenni di frutti rossi e perfino sentori fermentati e cremosi di formaggio. L’aroma è cangiante e diventa un elemento dinamico e seducente di una composizione in grado di aggiungere complessità, corpo e longevità alle fragranze.

La domanda per questo ambitissimo ingrediente è cresciuta vertiginosamente negli ultimi decenni, diventando una minaccia per la sopravvivenza delle foreste di Aquilaria. Per fortuna, la maggiore attenzione alla sostenibilità sta spostando sempre più l’industria essenziera verso l’approvvigionamento responsabile. Le aziende, unitamente ai governi, hanno messo in atto sforzi per proteggere e coltivare queste risorse preziose, confermando l’impegno del settore.

Il XXI secolo ha visto la riscoperta dell’oud nella profumeria occidentale, a iniziare dai profumieri francesi Alberto Morillas e Jacques Cavallier che hanno creato il rivoluzionario M7 per Yves Saint Laurent sotto la direzione creativa di Tom Ford. Pubblicizzata da una provocante fotografia di nudo integrale del giocatore di rugby Samuel de Cubber e centrata su un imponente nota di oud erbaceo, nel 2002 la fragranza ha notevolmente portato sotto i riflettori questa materia prima.

Che sia di origini naturali o artificiali, l’oud ha rapidamente inondato gli scaffali dei grandi magazzini di lusso con le creazioni di alcuni marchi avanguardisti. Subito dopo M7, è stato Pierre Montale a fondare il suo marchio proprio intorno all’oud. Fiaschette funzionali di alluminio lucido, forte identità olfattiva e un negozio monomarca in Place Vendome a Parigi hanno reso Montale il primo marchio di nicchia appetibile sia per la clientela europea sia per quella mediorientale. Black Aoud di Montale (2006) ha definito un primo standard per l’abbinamento intenso di rosa e oud in profumeria.

YSL M7 perfume Bottle
M7 by Yves Saint Laurent
Montale Black Aoud perfume bottle
Black Aoud by Montale
Tom Ford Oud Wood perfume bottle
Oud Wood by Tom Ford

Tom Ford colpisce ancora, continuando ad esplorare l’oud con il lancio di Oud Wood nel 2007 che tuffa la materia preziosa in un’ambra dolce e speziata. Oud Ispahan che fa parte della Collection Privée della Maison Christian Dior e Oud Royal di Armani Privé sono usciti subito dopo, mentre anche i marchi di nicchia abbracciavano l’oud diventato di tendenza al punto che la Maison Francis Kurkdjian ha dedicato all’oud addirittura una mini collezione di fragranze. “L’oud è stato ignorato per molti anni in profumeria, ma ora penso che sia parte della tavolozza” dirà Francis Kurkdjian. “C’è una sensualità in esso che eravamo abituati a sentire nelle note animali come l’ambra grigia “. Il suo top seller Oud Satin Mood veste il fascino primordiale dell’oud con una spalmata di confettura di rose e polvere d’iris soffice come un piumaggio.

Dior Oud Ispahan perfume bottle
Oud Ispahan by Christian Dior
Creed Royal Oud perfume bottle
Royal Oud by Creed
Gucci Intense Oud perfume bottle
Gucci Intense Oud (2016)

In tempi recenti, l’oud è diventato un punto fermo nell’offerta di molti marchi di profumi, sia di nicchia sia commerciali e il suo caratteristico abbinamento con la dolcezza dell’ambra è perfino sconfinato nella profumeria funzionale rendendolo onnipresente. La sua versatilità è messa in mostra in una scelta vastissima di fragranze maschili e unisex, dalle composizioni intense e fumose come Intense Oud di Gucci (2016) a quelle piccanti e cuoiate come Acqua di Parma Oud (2019) e perfino in atmosfere più classiche come il neo-fougère Royal Oud di Creed e le interpretazioni floreali-fruttate come Alexandria II di Xerjoff.

Oud Satin
Oud Satin Mood by Maison Francis Kurkdjian
Oud Acqua di Parma perfume bottle
Oud Acqua di Parma
Gucci Intense Oud perfume bottle
Gucci Intense Oud (2016)

Solidamente radicato in tradizioni millenarie, l’oud continua ad ammaliare e ispirare i profumieri e gli appassionati di profumeria. Dagli albori nei rituali sacri di antiche civiltà, fino alla sua diffusione oggigiorno nel mondo del profumo, il percorso dell’oud è una testimonianza della sua eterna attrattiva che da tendenza del momento l’ha reso un ingrediente classico nella gamma del profumiere, perennemente elevato a simbolo di opulenza e mistero.

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Francesca

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